Camminare sul mare: il Sentiero delle Cipolliane, uno dei trekking più belli del Salento

Tra falesie bianche, grotte preistoriche, muretti a secco e un Adriatico che sembra non avere mai fine: alla scoperta del Sentiero delle Cipolliane, uno dei trekking costieri più affascinanti del Capo di Leuca.

VIAGGI | TRAVELS

Rebecca P. & Raffaele F.

8/18/20264 min leggere

Sentiero delle Cipolliane: camminare sul bordo più selvaggio del Salento

Dimenticate per un attimo le distese infinite di sabbia dorata, gli ombrelloni affollati e la solita movida estiva perché il Salento, oltre a questo, nasconde anche un’anima selvaggia, autentica, che si svela solo a chi sceglie di rallentare il passo e ascoltare la voce del vento: camminare lungo il Sentiero delle Cipolliane significa immergersi tra roccia chiara, vento, cespugli piegati verso terra e un mare blu scuro da sembrare irreale.

Siamo nel territorio di Gagliano del Capo, nel Parco Naturale Regionale Costa Otranto–Santa Maria di Leuca e Bosco di Tricase, lungo il tratto di costa compreso tra il celebre Ciolo e Marina di Novaglie. Il percorso ufficiale segue per poco più di due chilometri un antico tratturo e, nonostante la distanza contenuta, riesce a condensare una quantità sorprendente di paesaggi.

Dal Ponte del Ciolo verso Marina di Novaglie

Uno degli accessi più comodi al trekking dal Ciolo a Novaglie si trova nei pressi del parcheggio pubblico del Ponte del Ciolo, lungo la SP358. È difficile pensare a un punto di partenza più teatrale: il ponte attraversa il profondo canalone scavato nella roccia e il mare compare già lì sotto, stretto tra pareti calcaree quasi verticali.

Dal parcheggio il sentiero punta verso nord-nord est seguendo il percorso ufficiale PNR COL B12 lungo 2.020 metri e termina in Via Amerigo Vespucci, a Marina di Novaglie; il tempo indicativo riportato dalla rete dei sentieri del Parco è di circa 1 ora, senza considerare, ovviamente, lunghe soste fotografiche, deviazioni e ritorno.

Il fascino del Sentiero costiero delle Cipolliane non sta in un unico punto panoramico da raggiungere, ma nel paesaggio stesso che cambia continuamente volto: a volte il sentiero corre aperto sulla falesia, altre si stringe tra pietre e vegetazione, compaiono terrazze che sembrano sospese sull’Adriatico e antiche pajare, le costruzioni rurali in pietra a secco, che ricordano vagamente i trulli, nate come ricovero temporaneo per i lavoratori dei campi e che raccontano un Salento molto precedente alle cartoline estive.

Curiose sono anche le “mantagnate”, grandi muri realizzati in passato per proteggere dal vento marino i terreni coltivati: lentisco, mirto, fillirea, euforbia arborea e fichi d’India riempiono gli spazi lasciati liberi dalla pietra, in un panorama apparentemente semplice, quasi austero.

È proprio questo contrasto a rendere il trekking panoramico nel Capo di Leuca così particolare: natura aspra e tracce umane convivono senza che una riesca davvero a prevalere sull’altra.

Le Grotte delle Cipolliane, dove il viaggio cambia epoca

Dopo circa un chilometro e mezzo dal Ciolo si raggiungono le Grotte delle Cipolliane, quattro cavità aperte nella roccia viva, scavate dall'azione millenaria del mare e degli agenti atmosferici, il punto che dà il nome all’intero itinerario.

Il viaggio, a questo punto, smette di essere soltanto paesaggistico poiché le cavità carsiche custodiscono testimonianze di frequentazione umana preistorica: qui gli archeologi hanno rinvenuto fossili, ciottoli incisi e resti di utensili risalenti al Paleolitico Superiore che raccontano un ambiente molto diverso da quello che osserviamo oggi. Il complesso è formato da più antri scavati nella falesia, con concrezioni, antiche formazioni carsiche e fossili marini inglobati nella roccia. Anche il nome sembra avere radici nel paesaggio: secondo la documentazione del Parco deriva dai “Cipuddhàzzu" (o Cipuddazza), il nome dialettale della Drimia maritima, nota in italiano come Scilla Marittima o Cipolla Marina

Attenzione, però: raggiungere direttamente gli antri non equivale a proseguire tranquillamente sul sentiero principale. La deviazione corrisponde al percorso PNR COL B13, lungo circa 274 metri, e scende lungo un tratto scosceso della falesia. Il Parco invita esplicitamente a procedere con grande attenzione alla sicurezza. Se il terreno o le condizioni meteo non convincono, il panorama dall’alto vale comunque il viaggio.

Superata l’area delle Grotte, il sentiero prosegue in direzione di Marina di Novaglie, mantenendosi lungo il profilo della costa e attraversando un paesaggio caratterizzato da ampie vedute sull’Adriatico; avvicinandosi a Novaglie, il tracciato perde progressivamente quota fino a raggiungere Via Amerigo Vespucci, nei pressi del piccolo porto della marina. Il passaggio dall’ambiente più isolato e roccioso delle Cipolliane al borgo costiero segna la conclusione naturale dell’itinerario e consente di terminare l’escursione direttamente sul mare.

Dati tecnici

Il tracciato principale è classificato Escursionistico (E), quindi non va interpretato come una semplice passeggiata urbana sul lungomare. Roccia affiorante, fondo irregolare e alcuni passaggi sulla costa richiedono scarpe adatte e un minimo di abitudine a camminare. Lungo diversi tratti sono presenti passamano e alcune panchine, ma resta un ambiente naturale, non una promenade attrezzata.

Prima di intraprendere il percorso munitevi di acqua in abbondanza, protezione solare, cappello e calzature con una buona suola. In estate scegliete senza esitazioni le prime ore del mattino o il tardo pomeriggio, non soltanto per il caldo, ma perché la luce bassa trasforma la pietra e rende il mare quasi metallico. Primavera e inizio autunno, invece, permettono di assaporare il percorso con maggiore calma.

Va considerato anche il ritorno. I poco più di due chilometri indicati riguardano la tratta Ciolo–Novaglie: tornando a piedi lungo lo stesso sentiero la distanza raddoppia, a cui si aggiungono eventuali deviazioni.

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Il Sentiero delle Cipolliane è la prova concreta di come il Salento sappia stupire ben oltre i soliti clichè.

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