Controlli biometrici in Europa: rischio code e ritardi in aeroporto
Il nuovo sistema europeo di ingresso e uscita promette frontiere più digitali e sicure, ma in piena estate sta mettendo alla prova aeroporti, passeggeri e compagnie aeree. Ecco cosa cambia davvero per chi viaggia in Europa e come prepararsi prima della partenza.
NEWS
Rebecca P. & Raffaele F.
7/6/20264 min leggere


Controlli biometrici in Europa: caos negli aeroporti e disagi chi parte per le vacanze
Valigia pronta per l'estate ma attenzione ai controlli in aeroporto!
L’Europa sta cambiando il modo in cui registra chi entra e chi esce dai suoi confini. Non parliamo di una piccola modifica burocratica nascosta tra le righe, ma di una una trasformazione concreta, visibile, fatta di chioschi automatici, scansioni del volto, impronte digitali e tempi d’attesa che, in alcuni aeroporti, stanno diventando il vero imprevisto dell’estate: il nome tecnico è Entry/Exit System, abbreviato in EES.
Il nuovo sistema di controlli biometrici alle frontiere europee sostituisce progressivamente il vecchio timbro sul passaporto con una registrazione digitale.
In teoria, più ordine, più sicurezza, meno carta, ma nella pratica, almeno durante questa prima grande stagione di viaggi, il meccanismo sta creando code, rallentamenti e parecchio nervosismo in diversi scali europei.
E anche se non tutti i viaggiatori sono direttamente coinvolti, la notizia interessa chiunque abbia in programma un viaggio in Europa, soprattutto in alta stagione.
Cos’è l’EES e perché se ne parla tanto
L’Entry/Exit System è il sistema informatico con cui l’Unione Europea registra l’ingresso e l’uscita dei cittadini non UE che viaggiano per soggiorni brevi nei Paesi dell’area Schengen. Non riguarda quindi il turista europeo che vola all'interno dell'UE con documento europeo, ma piuttosto chi arriva da Paesi extra-UE, come Regno Unito, Stati Uniti, Canada, Australia e molti altri.
Il cambiamento è importante perché non si tratta solo di mostrare il passaporto: al primo passaggio, il viaggiatore deve registrare i propri dati, farsi fotografare e, in molti casi, fornire le impronte digitali. Le informazioni vengono poi utilizzate per controllare automaticamente ingressi, uscite e durata del soggiorno, in particolare la regola dei 90 giorni ogni 180 nell’area Schengen.
Sulla carta, il sistema dovrebbe rendere più fluido il futuro poiché una volta registrati, i controlli successivi dovrebbero essere più rapidi. Ma ogni rivoluzione digitale ha il suo momento goffo e, in questo caso, il momento goffo è arrivato proprio mentre milioni di persone stanno partendo per le ferie.
Il problema
Il punto non è tanto l’idea del sistema quanto il suo impatto nel mondo reale, dentro aeroporti già affollati, con personale sotto pressione, famiglie in partenza, voli ravvicinati, passeggeri che non conoscono la procedura e macchinari che non sempre lavorano con la velocità promessa.
Secondo le associazioni del settore aereo, in alcuni scali europei le attese ai controlli sono arrivate a diverse ore, addirittura 5, nei momenti più congestionati.
Si parla di voli partiti con posti vuoti non perché mancassero passeggeri, ma perché alcune persone erano ancora bloccate in coda ai controlli di frontiera, con conseguenti disagi che vanno dalla prenotazione di un nuovo volo alle valigie imbarcate senza il legittimo proprietario.
Le maggiori preoccupazioni riguardano le code negli aeroporti in estate, specialmente negli scali con forte traffico turistico.
Alcune compagnie e associazioni aeroportuali hanno chiesto alla Commissione Europea maggiore flessibilità, compresa la possibilità di sospendere temporaneamente i controlli biometrici nei momenti in cui la capacità operativa non basta.
Non è una bocciatura definitiva del sistema. È più una domanda molto pratica: ha senso testare una macchina nuova proprio nel momento in cui la strada è più trafficata?
Gli aeroporti più esposti
Le criticità non sono uguali ovunque: alcuni aeroporti sembrano gestire meglio il flusso, altri stanno faticando di più; secondo diverse segnalazioni raccolte dalla stampa internazionale e dal settore aereo, infatti, gli scali più delicati sono quelli con grande volume di viaggiatori extra-UE e infrastrutture non ancora perfettamente rodate.
Sono stati citati aeroporti in Spagna, Francia, Italia, Portogallo e Grecia, con particolare attenzione agli scali turistici molto battuti durante l’estate. Nello specifico, aeroporti come Milano Bergamo, Palma, Alicante, Málaga, Tenerife South, Krakow e Paris Beauvais sono finiti nel dibattito perché indicati da Ryanair tra quelli già esposti a forti disagi.
EES, ETIAS e passaporti
Uno degli errori più comuni è confondere EES ed ETIAS.
Se l'EES è il sistema di registrazione di ingresso e uscita che serve a digitalizzare i controlli e a sostituire il timbro manuale sul passaporto per molti viaggiatori extra-UE, l’ETIAS, invece, è un’autorizzazione di viaggio per cittadini provenienti da paesi terzi extra-UE esenti da visto, simile per concetto all’ESTA degli Stati Uniti; il sistema diventerà pienamente operativo nell'ultimo trimestre del 2026, l'autorizzazione costerà €20, durerà 3 anni e andrà richiesta prima della partenza.
Questa distinzione è importante perché molti viaggiatori, cercando online notizie inerenti al visto per entrare in Europa e relative nuove regole, finiscono in un labirinto di informazioni parziali, spesso contraddittorie e frequentemente errate.
Cosa fare prima della partenza
Può sembrare banale, ma la prima regola fondamentale è non arrivare tirati. Considerate semplicemente un margine più ampio del solito.
Conviene controllare le indicazioni della compagnia aerea e dell’aeroporto nei giorni precedenti alla partenza, perché la situazione può cambiare da scalo a scalo. In alcuni casi vengono consigliati tempi di arrivo più lunghi, in altri vengono indicate procedure specifiche per chi dovesse passare dai chioschi EES.
Evitate le coincidenze strette: sono sempre un azzardo, soprattutto con compagnie diverse o biglietti separati e, con i nuovi controlli biometrici, possono diventare una vera e propria roulette.
Per i viaggiatori extra-UE può essere utile verificare se nel Paese di ingresso è disponibile l’app ufficiale Travel to Europe, pensata per pre-registrare alcune informazioni prima dell’arrivo al confine. Non sostituisce il controllo alla frontiera, ma può rendere la procedura meno lenta dove attiva. Anche qui, niente automatismi: ogni Paese può adottarla in modo diverso.
Ultimo ma non meno importante o scontato, sincerarsi della validità della documentazione, in primis il passaporto!
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