Il ruggito del cuore dell’Appennino: la Cascata della Grotta Urlante di Premilcuore
La Grotta Urlante di Premilcuore è una particolare gola naturale scavata dal fiume Rabbi, sormontata dallo storico Ponte Nuovo di Giumella e immersa nel territorio del Parco Nazionale delle Foreste Casentinesi. In questa guida trovi informazioni su come raggiungerla, cosa aspettarti dalla visita, i divieti da conoscere e alcuni suggerimenti per abbinare la Grotta Urlante alla vicina Cascata della Sega e al borgo di Premilcuore.
VIAGGI | TRAVELS
Rebecca P. & Raffaele F.
9/8/20266 min leggere


Grotta Urlante a Premilcuore: come arrivare e cosa vedere nei dintorni
A pochi chilometri dal centro di Premilcuore, nell’Appennino forlivese, il fiume Rabbi attraversa una stretta gola rocciosa creando uno degli ambienti naturali più conosciuti di questa parte della Romagna: parliamo della Grotta Urlante di Premilcuore, sede di una cascata incassata tra pareti di arenaria e sovrastata dal caratteristico Ponte Nuovo di Giumella; ci troviamo all’interno del territorio del Parco Nazionale delle Foreste Casentinesi, Monte Falterona e Campigna, in una zona dove il corso del Rabbi ha modellato nel tempo rocce, cavità e vasche naturali.
La visita alla Grotta Urlante può essere inserita facilmente in una giornata dedicata a Premilcuore e ai suoi dintorni; non richiede necessariamente un lungo trekking per raggiungere il Ponte Nuovo, mentre chi desidera camminare più a lungo può collegare questa tappa ad altri percorsi lungo il fiume e alla vicina Cascata della Sega.
Dove si trova la Cascata della Grotta Urlante
La Cascata della Grotta Urlante si trova nel comune di Premilcuore, in provincia di Forlì-Cesena, lungo il corso del fiume Rabbi; il punto di riferimento è la località Giumella, circa 3km a monte del paese, dove si trova il Ponte Nuovo, costruito intorno al XVII secolo lungo l’antica strada fiorentina: il ponte attraversa il Rabbi con un’unica arcata di circa 16 metri proprio sopra la gola nella quale il fiume forma la Grotta Urlante.
L’ambiente è quello tipico dell’Appennino tosco-romagnolo: boschi fitti, versanti ripidi e un fondovalle piuttosto stretto, attraversato dal fiume e dalla strada che collega Premilcuore alle zone montane circostanti.
Nonostante il nome possa far immaginare una vera grotta sotterranea, la Grotta Urlante è in realtà una forra naturale: qui, infatti, il Rabbi entra in uno spazio ristretto tra le rocce e compie una serie di salti, creando cavità e pozze all’interno della gola.


Perché si chiama Grotta Urlante
Quando la portata del Rabbi è consistente, il fiume viene compresso all’interno della strettoia rocciosa e il suono della cascata viene amplificato dalle pareti circostanti: questo effetto acustico, particolarmente evidente nei periodi in cui scorre più acqua, ha dato origine al nome di “Grotta Urlante”.
Anche la conformazione geologica contribuisce all’aspetto particolare del luogo: la gola infatti è costituita dall’alternanza di strati più compatti di arenaria e materiali maggiormente friabili, tra cui marne e argilloscisti. L’erosione continua del fiume ha progressivamente scavato le parti più deboli, lasciando gradoni, rientranze e cavità visibili ancora oggi.
È proprio questa alternanza tra acqua e strati rocciosi a rendere la cascata della Grotta Urlante a Premilcuore diversa dal classico salto d’acqua verticale.
Il Ponte Nuovo di Giumella
La visita non riguarda soltanto la cascata: uno degli elementi più interessanti del sito è infatti il Ponte Nuovo di Giumella che attraversa il fiume immediatamente sopra la gola.
Secondo le informazioni del Parco Nazionale delle Foreste Casentinesi, la struttura risale indicativamente al XVII secolo; il termine “Nuovo” serviva a distinguerlo dal precedente Ponte a Scanno, successivamente crollato, facente parte dell’antica viabilità che attraversava questa zona dell’Appennino mettendo in comunicazione la Romagna con il versante toscano.
Il Ponte è formato da un’unica grande arcata in pietra e si inserisce in maniera molto riconoscibile nel paesaggio della valle del Rabbi.
Dal punto di vista fotografico è probabilmente il soggetto più caratteristico dell’intera visita: ponte, fiume, bosco e gola sono concentrati nello spazio di pochi metri.


Come arrivare alla Grotta Urlante
Per chi cerca come arrivare alla Grotta Urlante, il centro abitato da utilizzare come riferimento è Premilcuore.
Da qui si percorre la SP25 in direzione Giumella. La zona del Ponte Nuovo si trova a circa tre chilometri dal paese e l’ultimo tratto viene percorso a piedi.
La SP25 verso Giumella è indicata come punto di accesso al sito, lasciando l’auto nel piccolo parcheggio poco distante e proseguendo a piedi verso il ponte.
Il luogo è quindi adatto anche a chi vuole fare una visita relativamente breve, ma questo non significa che sia opportuno affrontarlo con calzature poco adatte: nelle vicinanze del fiume il fondo può essere umido, fangoso o scivoloso, soprattutto dopo le piogge.
Se avete tempo a disposizione, il consiglio è di non considerare la Grotta Urlante come una semplice sosta di pochi minuti poiché la zona si presta bene a essere inserita in una passeggiata più ampia lungo il Rabbi oppure in un itinerario che comprenda Premilcuore e la Cascata della Sega.
Accesso alla Grotta Urlante e divieto di balneazione
Questo è probabilmente il punto più importante da chiarire: nella Grotta Urlante vige il divieto di balneazione e di accesso alle sponde.
Nel 2021 il Parco Nazionale ha documentato il distacco improvviso di alcuni massi dalle pareti della gola, avvenuto poco dopo che i Carabinieri Forestali avevano fatto uscire diverse persone dall’area; in seguito venne ribadita la necessità di mantenersi a distanza e di rispettare la specifica ordinanza, la cui verifica, aggiornata nel 2026, continua a riportare il divieto di accesso alle sponde e di balneazione.
La visita alla Grotta Urlante va quindi organizzata pensando a un punto di interesse naturalistico da osservare dalle aree consentite e contrassegnate da staccionate, cartelli e indicazioni presenti in loco, non come una località balneare.
È importante ricordare, infine, che le condizioni di un ambiente fluviale possono cambiare rapidamente, perciò prima della partenza è sempre opportuno controllare eventuali aggiornamenti del Comune di Premilcuore e del Parco Nazionale.


Quando visitare la Grotta Urlante
La Grotta Urlante nelle Foreste Casentinesi può essere visitata in diverse stagioni, ma il paesaggio cambia sensibilmente a seconda del periodo scelto.
La primavera è uno dei momenti più interessanti per la quantità d’acqua presente nel Rabbi e per la vegetazione che torna progressivamente a coprire la valle, con temperature generalmente adatte anche a passeggiate più lunghe, anche se il terreno può rimanere bagnato.
Durante l’estate la zona è più frequentata e il bosco garantisce diversi tratti ombreggiati.
L’autunno offre un paesaggio differente grazie al variare dei colori stagionali dei boschi e una visita tra ottobre e novembre può essere interessante per chi vuole combinare cascate e foliage.
In inverno bisogna invece valutare con maggiore attenzione le condizioni meteorologiche, la presenza di ghiaccio e lo stato generale dei sentieri.
Quanto tempo dedicare alla visita
Se l’obiettivo è vedere soprattutto il Ponte Nuovo e la gola, la visita può essere inserita facilmente in una mezza giornata dedicata ai dintorni di Premilcuore.
Chi invece vuole camminare può riservare più tempo alla zona e combinare la Grotta Urlante e Cascata della Sega, oppure partire direttamente dal paese seguendo uno degli itinerari escursionistici che attraversano questa parte della valle.
Il Parco utilizza Premilcuore anche come punto di partenza per percorsi più articolati verso Monte Tiravento, il fondovalle del Rabbi e Giumella.
Non esiste quindi un solo modo di organizzare la giornata: la Grotta Urlante può essere una breve tappa lungo un itinerario in auto oppure diventare uno dei punti di interesse di un trekking più lungo.
Cosa vedere a Premilcuore
Se state cercando cosa vedere a Premilcuore, vale la pena dedicare un po’ di tempo anche al paese: Premilcuore è infatti l’unico centro abitato dell’alta valle del Rabbi e conserva un nucleo storico di origine medievale e la sua posizione, circondata dai rilievi dell’Appennino, lo rende una buona base per esplorare la parte romagnola del Parco Nazionale delle Foreste Casentinesi.
Una giornata può quindi essere organizzata alternando il centro del paese, Ponte Nuovo e Grotta Urlante, Cascata della Sega e una passeggiata lungo uno dei sentieri della zona.
Per chi arriva da fuori provincia può avere senso fermarsi anche per un weekend, utilizzando il paese come punto di partenza per scoprire altri borghi e ambienti naturali dell’Appennino forlivese.


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Ci vediamo sul prossimo sentiero.
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